stampa su vetro

Stampa su vetro e tecniche serigrafiche: cosa sapere

La stampa serigrafica permette di stampare su qualunque tipo di supporto rigido utilizzando una tecnica di tipo permeografico, ovvero un procedimento a impatto che si serve di forme integrate a grafismi (l’area stampante) che si lasciano permeare dall’inchiostro. Si tratta di una metodologia ormai ampiamente utilizzata in tipografia e che permette, tra le altre cose, di eseguire la stampa su vetro. La serigrafia su vetro è ormai una tecnica consolidata e che è possibile eseguire anche in modalità autonoma.

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Stampa su vetro: non serve la stampante 3D

Per realizzare serigrafie su vetro non è necessario utilizzare una stampante 3D. La stampa su vetro trova ampia diffusione in una pluralità di ambiti, specie in quello dell’arredamento, dove viene impiegata per dare lustro e caratterizzazione a finestre, porte, pannelli divisori, rivestimenti e, in generale, nell’interior design; notevole però è anche il suo impiego per il packaging e in tantissime altre applicazioni d’uso. E si tratta di una pratica diffusa ormai da tantissimo tempo, da ben prima che si iniziasse a diffondere in modo significativo l’utilizzo della stampante 3D.

Vetro… o vetri: le diverse tipologie

Quando parliamo in modo generico di vetro in realtà facciamo riferimento a una vasta gamma di materiali che, per composizione fisica e proprietà chimiche, sono differenti fra loro. Ciò che li accomuna è però la presenza di silice, che è l’elemento che rende i vetri amorfi e facilmente esposti alle rotture. Il vetro piano, ciò di cui ora parleremo, si differenzia dal vetro cavo – quello usato ad esempio per la realizzazione delle bottiglie – e anche all’interno dei vetri piani possiamo riscontrare un vastissimo campionario di tipologie, tutte distinguibili fra loro per proprietà e composizione.

Stampa su vetro: inchiostro ceramico o organico?

La prima cosa da dire in merito alla stampa su vetro è che esistono due tipi di inchiostro che è possibile utilizzare per la serigrafia: l’inchiostro ceramico a base vetroso e quello organico. I primi subiscono un trattamento che passa prima dalla fasa di essiccazione, poi vengono temprati e, infine, vetrificati; in pratica, l’inchiostro diventa un tutt’uno con la lastra di vetro su cui viene applicata. Con l’inchiostro organico, invece, la tecnica impiegata è quella del curing, ovvero un processo di indurimento del liquido attraverso l’instaurazione di legami chimici tra le catene polimeriche, che si combinano formando un unico reticolo tridimensionale. La seconda tecnica di stampa offre minori garanzie di resistenza e durata al tempo e ai fenomeni atmosferici rispetto a quella basata sull’uso di inchiostri ceramici; per tale ragione, è consigliabile applicare una seconda lastra sulla stampa, in modo da proteggerla dal fisiologico degradamento.

Quale inchiostro preferire?

Come detto, la stampa a freddo, realizzata attraverso inchiostri organici, presenta problemi di tenuta e può risultare una scelta poco consigliabile soprattutto sul lungo periodo e per stampe su vetro destinate ad ambienti esterni. Al contrario dell’inchiostro ceramico, però, la tecnica a freddo permette una straordinaria varietà cromatica, cosa che non può ugualmente essere assicurata dalle stampe a tempra. L’inchiostro organico permette anche di realizzare colorazioni di bianco puro, impossibili da ottenere con l’alternativa a caldo.

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Il “lato aria” e la pulizia del vetro

Nella stampa su vetro, l’inchiostro deve essere applicato sempre su quello che viene definito il “lato aria, ovvero la parte che sarà esposta. Per riconoscere il lato aria è possibile impiegare tecnologie che utilizzano i raggi ultravioletti in grado di riconoscere senza margini di errore quale sia il lato su cui stampare. Fondamentale nella stampa su vetro è la pulizia della lastra: in caso contrario, ovvero se la lastra presenta sporco, residui o levigature, esiste il forte rischio che l’inchiostro non aderisca perfettamente alla superficie, creando imperfezioni e compromettendo la qualità del lavoro. Va ricordato che, nel caso di utilizzo di diversi inchiostri ceramici per la stessa stampa, occorre verificare che le loro temperature di cottura siano inferiori a quella di rammollimento del vetro (ovvero il punto in cui il materiale modifica il proprio stato di aggregazione da solido a fluido). Infine, occorre tenere a mente che non tutte le tipologie di vetro possono essere sottoposte al processo di stampa tramite tempra.