Risoluzione immagine per stampa: cos’è e come sceglierla

Ti è mai capitato di dover stampare un poster ma di non sapere come scegliere la risoluzione dell’immagine perfetta? Sì, perché le immagini non sono tutte uguali e per realizzare un prodotto pubblicitario impeccabile è essenziale optare per foto nitide, chiare e soprattutto esteticamente più gradevoli. Immaginiamo che tu voglia stampare un volantino e che la tipografia ti chieda di procurarle una foto aziendale da mettere in bella vista sul prodotto. Ne scegli una che sembra perfetta ma stampata sul volantino ti appare sgranata, opaca e davvero poco accattivante. Ebbene, per risolvere questi inconvenienti entra in gioco la risoluzione dell’immagine, ovvero il rapporto tra la sua composizione in pixel per pollice lineare.
Ma un momento: sai cosa si intende per pixel e pollice lineare? Scopriamolo.

Pixel e pollice lineare: cosa sono?

I pixel non sono altro che una serie di puntini presenti su di un’immagine, che ne indicano pulizia e nitidezza. Maggiori sono i puntini presenti, più dettagliata apparirà la foto stessa. Nel momento in cui un’immagine è più povera di pixel, di conseguenza apparirà più sgranata.
Il pollice lineare (in gergo Dots per Inch) è il rapporto tra pixel e superficie della foto. Solitamente, per un’immagine destinata al web di usano foto con risoluzione 72 dpi, mentre per quelle destinate alla stampa parliamo di 300 dpi. Ovviamente, una foto di 300 dpi è di migliore qualità rispetto ad una con dpi inferiore poiché più nitida nei colori e nell’aspetto. Ecco perché la si usa spesso per la stampa di calendari, brochure ed altri prodotti pubblicitari.
Domanda: esistono dei casi eccezionali dove sarebbe bene modificare la risoluzione? Certo che sì. Eccoti spiegati quali sono i 3 fattori che ti potrebbero spingere a cambiare la risoluzione della tua immagine.

1. Tipo di carta

Ti è mai capitato di usare la stessa foto per la stampa del tuo manifesto e del tuo depliant e di notare un risultato differente in termini di chiarezza e nitidezza della foto? “Eppure l’immagine è la stessa, com’è possibile?”, ti sarà capitato di pensare. Ebbene: la nitidezza di una foto spesso non dipende solo dal numero di pixel da cui è composta e dal suo dpi, ma anche dalla tipologia di carta su cui viene stampata. Ti faccio un esempio per capire meglio: immagina di voler stampare la tua brochure su carta non patinata. In tipografia ti richiedono foto dalla classica risoluzione di 300 dpi e tu gliele procuri. Dopo un po’ di tempo, ottieni la brochure richiesta ma la foto stampata ti appare fin troppo sgranate per i tuoi gusti. Dov’è l’errore? Senza dubbio nella risoluzione, davvero troppo grande per carta una così sottile. Difatti, in questo caso sarebbe bastato richiederla solo di 100 dpi, apparentemente meno dettagliata ma sicuramente più nitida su una carta di questo tipo. Ecco perché ti consiglio sempre di valutare il tipo di carta su cui stampare e solo dopo scegliere la risoluzione perfetta per evitare prodotti esteticamente trascurati e poco appetibili.

2. Tipologia di prodotto

Per promuovere un’azienda, puoi scegliere davvero tante strade. Puoi stampare poster, volantini, brochure e tantissimi altri oggetti utili per far conoscere il tuo marchio e catturare più occhi possibili. Ebbene, ognuno di questi prodotti ha caratteristiche ed occasioni d’uso differenti. Un volantino, ad esempio, è destinato ad essere distribuito direttamente tra i passanti; un cartellone pubblicitario, invece, viene spesso visto da lontano ed ha come scopo quello catturare subito l’attenzione dell’automobilista o pedone e così via. Ma per far ciò bisogna scegliere immagini perfette ed esteticamente professionali. In questo caso, nel momento in cui scegli la risoluzione, valuta sempre come il prodotto sarà distribuito e osservato dai suoi fruitori. Se ad esempio, vuoi stampare un poster non è necessario scegliere immagini da 300 dpi, poiché il manifesto ha dalla sua il fatto di essere il più delle volte osservato da lontano. Per cui puoi semplicemente optare anche per risoluzioni di 150 dpi, ugualmente gradevoli e dettagliate quanto basta. Di contro, se invece vuoi stampare un volantino, usa sempre immagini da 300 dpi, più minuziose nel dettagli e nelle rifiniture per una visione più “da vicino”. Ricorda però: non esagerare troppo con la risoluzione poiché rischieresti di allungare i tempi di stampa per un prodotto esteticamente anche meno gradevole.

3. Non dimenticare il testo

La tua immagine presenta del testo all’interno? Allora ti consiglio di convertirla in formato pdf, in modo da poterti servire di una risoluzione in 300 dpi. Sì, perché in una foto in formato tif o jpeg, il suo testo viene concepito in pixel (come se fosse un’immagine e non un insieme di parole). Di conseguenza al momento della stampa potrebbe apparirti più sfocata e poco nitida. In questo caso, si rimedia aumentando la risoluzione fino a 1.200 dpi, ma ciò significa anche aumenti di tempistiche di stampa ed eventuali sovrapprezzi. Ecco perché ti consiglio di usare foto in formato pdf, in modo da ovviare questo problema, sia che tu stampi loghi o comunque foto con scritte più o meno evidenti.

Come modificare la risoluzione delle immagini?

Per cambiare la risoluzione delle immagini puoi usare Photoshop che, sulla base di una serie di calcoli matematici, permette facilmente di aggiungere ed eliminare eventuali pixel dalla foto. Ti avverto però che i risultati potrebbero non soddisfare al meglio le tue aspettative: alcune foto potrebbero apparire ugualmente sfocate e potrebbero richiedere più test per scegliere la risoluzione più giusta. Tuttavia, se non riesci a farlo da solo, puoi sempre rivolgerti ad una tipografia specializzata in questo.