tipi di inchiostro

Quali e quanti tipi di inchiostro esistono? La guida

Generalmente, si parla di inchiostro senza sapere che, in realtà, ne esistono diverse tipologie, classificate in base alle caratteristiche e alle modalità di utilizzo. Sul mercato esistono diversi inchiostri per composizione chimica, modalità di produzione e impatto sul foglio a seconda che il preparato sia impiegato per la scrittura o per la stampa e, nello specifico, in relazione al tipo di scrittura o al macchinario utilizzato per stampare. Ecco la guida completa all’inchiostro e alle sue tipologie.

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Inchiostro per scrittura e per la stampa

Proviamo a mettere un po’ di ordine: prima di tutto, bisogna specificare che gli inchiostri si dividono in due grandi categorie: inchiostri per la scrittura e inchiostri per la stampa. Oltre che per l’utilizzo, i due tipi di inchiostro si differenziano anche per la composizione chimica: quelli utilizzati per scrivere sono essenzialmente delle soluzioni a base di acqua, cui vengono aggiunti specifici materiali che rendono la sostanza della giusta intensità e nitidezza, oltre a favorire una rapida asciugatura, in modo da evitare sbavature sul foglio. Inoltre, gli inchiostri per scrivere devono essere della giusta consistenza e non presentare grumi (altrimenti creerebbero inceppamenti all’interno della penna) né corrodere i materiali che li contengono. Per la stampa si utilizzano due tipologie di inchiostro: a pigmenti e Dye Ink.

Stampa: inchiostro a pigmenti

Le stampanti a getto d’inchiostro possono impiegare, come detto, due tipologie di inchiostro. L’inchiostro a pigmenti utilizza, appunto, dei pigmenti, i quali sono insolubili in acqua e aderiscono perfettamente sulla carta senza sbavare il foglio. La stampa, con questa tipologia di materiale, risulta stabile subito dopo la sua applicazione e dimostra una resistenza pressoché assoluta ai fattori ambientali. Attraverso il processo di stampa, il solvente evapora e il pigmento colorato resta impresso sulla carta.

Stampa: inchiostro Dye Ink

Il Dye Ink è solubile in acqua e penetra all’interno della carta durante il processo di stampa. La stampa attraverso il Dye Ink risulta più nitida, ma anche meno stabile poiché, in caso di contatto con dei liquidi, esso più sciogliersi insieme all’acqua che lo compone, rendendo la riproduzione irriconoscibile.

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Inchiostro Eco-Solvent

A differenza di quanto il nome potrebbe suggerire, gli inchiostri Eco-Solvent non sono soluzioni ecologiche, sebbene l’impatto sull’ambiente sia inferiore rispetto a quello dei solventi classici. Il composto si ottiene dall’estrazione di sostanze eteree contenute all’interno dell’olio minerale raffinato. L’inchiostro eco-solvente presenta una composizione in parte simile a quella del solvente classico, cui viene aggiunta una sostanza a base di biomateriale organico vegetale che favorisce un’asciugatura più rapida. La vera differenza rispetto all’inchiostro da cui deriva sta nella minor presenza di sostanze nocive, peculiarità che lo rende meno dannoso per l’ambiente, pur presentando una resistenza all’acqua paragonabile a quella dell’inchiostro a solvente.