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Penna stilografica: come funziona, tipologie e come curiosità

A discapito di ciò che la sua struttura, così semplice ed essenziale, suggerirebbe, il funzionamento della penna stilografica è piuttosto complesso e si basa su un equilibrio perfetto tra due tipi di forze: quella gravitazionale e la pressione. La penna stilografica esiste da oltre un millennio e, se si eccettua la piuma d’oca, rappresenta la prima vera e propria penna utilizzata dall’uomo.

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Penna stilografica: cos’è

Cominciamo dalle basi: che cos’è la penna stilografica? Si tratta di una penna impiegata per la classica scrittura su carta. Essa è composta da una cannetta, nella quale scorre l’inchiostro, e da un pennino, la parte terminale dell’oggetto che permette la scrittura sul foglio. L’inchiostro è contenuto nel serbatoio della penna, collocato all’altra estremità rispetto al pennino.

Come funziona la penna stilografica

Come anticipato, il funzionamento della penna stilografica non è così intuitivo come potrebbe apparire. L’inchiostro contenuto nel serbatoio e che scorre lungo la cannetta viene erogato verso il basso grazie all’azione della forza di gravità. Tuttavia, se non ci fosse l’azione di un altro tipo di forza, ovvero la pressione, l’inchiostro non potrebbe fluire in modo regolare verso il foro di uscita e la scrittura sarebbe di fatto impossibile. Il principio di capillarità si basa sulla presenza di due fori: quello di uscita, corrispondente al pennino, che permette l’erogazione del liquido, e un secondo buco posto sul serbatoio, che consente all’inchiostro di scorrere grazie a un sistema che irrora aria in sostituzione del liquido che viene depositato sul foglio, permettendo all’utente di realizzare la scrittura sul foglio. Ricapitolando, la penna stilografica è composta da:

  • La scocca, l’involucro esterno della penna
  • Il serbatoio, in cui è contenuto l’inchiostro
  • La cannetta, il sistema di erogazione
  • Il sistema di troppopieno, che impedisce le perdite di inchiostro
  • Il pennino

Storia della penna stilografica

I primi tentativi di realizzare una penna stilografica risalgono al X secolo. Le notizie certe reperite nel corso degli studi riconducono al califfato egizio della dinastia Fatimide, più precisamente al 953: fu l’Imam al-Muʿizz a richiedere un sistema di scrittura a inchiostro abile a lasciare traccia sul foglio senza sbavature e senza la necessità di intingere la penna d’oca nell’inchiostro. Il progetto, rudimentale, venne perfezionato nel corso dei secoli e si hanno testimonianze certe di studi condotti sulla stilografica anche da Leonardo da Vinci. Il primo prototipo di penna stilografica moderna risale invece al 1870, a opera di tale Scheller, che avrebbe elaborato il primo sistema stilografico in bronzo. Nel 1809, poi, venne brevettato il primo sistema di scrittura stilografica, dalla cui evoluzione sarebbe nata la moderna penna a sfera.

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La penna stilografica oggi: tipologie

Esistono oggi diverse tipologie di penna stilografica. Possiamo individuare tre diversi meccanismi:

  • Penna stilografica a cartuccia: la cartuccia contiene l’inchiostro impiegato per la scrittura e, una volta esaurita, è sufficiente sostituirla
  • Penna stilografica a converter: il sistema permette di ricaricare la cartuccia interna della penna senza sostituire o eliminare alcun componente
  • Penna stilografica a stantuffo: sprovvista di cartuccia, ma dotata di un serbatoio legato strutturalmente alla penna, da ricaricare manualmente quando si esaurisce l’inchiostro

Per facilità d’uso e praticità, la penna a cartuccia è ampiamente la più utilizzata e diffusa sul mercato.