Inchiostro a pigmenti Vs. Dye Ink

Inchiostro a pigmenti Vs. Dye Ink: differenze e caratteristiche

Le stampanti inkjet utilizzano due tipologie di inchiostro per realizzare stampe a colori o in bianco e nero: l’inchiostro a pigmenti e il dye ink, quest’ultimo detto anche dye based o inchiostro a base di coloranti. Come facilmente intuibile, si tratta di due soluzioni che presentano sostanziali differenze relative alla loro composizione, da cui derivano vantaggi e criticità di diverso tipo. Apriamo un focus sui due inchiostri, effettuando un confronto e spiegando nel dettaglio sotto quali aspetti si differenziano.

LEGGI ANCHE: Stampante laser Vs. Stampante inkjet: vantaggi e svantaggi

La stampante a getto d’inchiostro

Come abbiamo avuto modo di approfondire in questo articolo, la stampante a getto d’inchiostro è un dispositivo di stampa enormemente diffuso in ambito aziendale e privato e basa il suo funzionamento sulla proiezione di piccolissime gocce di inchiostro sulla superficie di stampa. La stampa tramite inkjet utilizza due carrelli: il primo fa scorrere orizzontalmente la testina della stampante sul foglio mentre il secondo orienta il foglio perpendicolarmente al primo carrello. Come anticipato, però, esistono due tipologie di inchiostro, entrambe utilizzabili per la stampa inkjet e ora analizzeremo le differenze tra di esse.

Inchiostro a pigmenti

Il pigmento è una sostanza colorante che ha la caratteristica di essere insolubile in acqua. Tale peculiarità fisica permette all’inchiostro a pigmenti di aderire in modo nitido anche su superfici umide e il colore aderisce in modo efficace in maniera istantanea, senza la necessità di attendere i tempi necessari alla sua solidificazione. L’inchiostro a pigmenti non risente delle condizioni ambientali e offre prestazioni di eguale livello a ogni contesto climatico, conservando in modo ottimale la stampa anche per moltissimo tempo. L’unica condizione in cui la stampa a pigmenti può offrire performance inadeguate è su foglio lucido, poiché l’eventuale presenza di graffi può comprometterne l’aderenza del liquido. I pigmenti sono circa 500 volte più grandi dei coloranti, motivo per cui la stampa non penetra la carta, ma aderisce alla superficie.

Inchiostro Dye Ink a base di coloranti

L’inchiostro dye ink utilizza il dye, ovvero un materiale che, come i pigmenti, è insolubile in acqua. A differenza dei pigmenti, però, esso, date le sue minuscole dimensioni, penetra la carta insieme all’acqua che si trova nell’inchiostro. Tale processo viene eseguito senza che la carta subisca alterazioni fisiche e il risultato è più vivido rispetto a quello assicurato dal pigmento. Di contro, il dye based offre prestazioni meno efficaci su superfici umide, causando spesso sfocature nella risoluzione della stampa mescolandosi con l’acqua. Altra criticità di questo inchiostro sta nell’effetto increspatura che l’inchiostro, penetrando anche orizzontalmente nella carta, causa sui bordi del foglio.

LEGGI ANCHE: Differenza tra immagini bitmap e immagini vettoriali

Inchiostro a pigmenti e Dye Ink: quale scegliere

Non si tratta di dare una risposta univoca, ma di comprendere pregi e difetti di entrambe le soluzioni. L’inchiostro a pigmenti è una soluzione trasversale, che offre prestazioni ottimali in ogni condizione e una maggiore facilità di conservazione dei documenti, ma è anche l’opzione più costosa tra le due. L’inchiostro dye based rende al massimo sulla carta fotografica, la quale è ideale per contrastare l’effetto increspatura, e presenta anche costi di mercato inferiori, a fronte però di un prodotto meno versatile e maggiormente esposto ai rischi ambientali che possono condizionare la qualità della stampa anche nel corso del tempo.