imballaggi in polistirolo (polistirene o EPS)

Imballaggi in polistirolo: vantaggi, svantaggi e cosa sapere

Il polistirolo, conosciuto anche come polistirene o EPS (Polistirene Espanso Sintetizzato) è uno dei materiali più impiegati nell’ambito degli imballaggi. I motivi che rendono il polistirolo una delle soluzioni più apprezzate nella realizzazione di imballi per il trasporto della merce sono molteplici: costo, peso, resistenza, capacità di protezione degli articoli trasportati. Ecco una guida completa: tutto ciò che occorre sapere sugli imballaggi in polistirene.

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Imballaggi in polistirolo: vantaggi

Il polistirolo rappresenta l’alternativa più economica tra quelle proposte sul mercato degli imballaggi. Esso non solo presenta costi di produzione e di acquisto piuttosto bassi, ma, essendo decisamente leggero, non incide neppure sul costo di spedizione dell’involucro, mantenendo pressoché invariato il peso complessivo dell’imballo. Il polistirene espanso aderisce in modo ottimale al contenuto da spedire, assicurando una protezione ottimale e assorbendo massimamente gli urti e mantiene la merce al sicuro da rotture durante il viaggio e la consegna. Inoltre, l’EPS è un materiale elastico e offre un’altissima capacità di ammortizzamento e di resistenza alla compressione. Va poi menzionata la caratteristica di isolante termico propria degli imballi in polistirolo.

Adattabilità ad ogni tipo di imballo

Ulteriore punto di forza degli imballaggi in polistirolo sta nella sua altissima versatilità ad ogni forma e dimensione della merce. Esso può essere ritagliato in qualunque figura ed è un materiale estremamente semplice da manipolare. Ciò permette di abbattere significativamente i tempi necessari per la realizzazione del packaging, altro fattore che rende l’EPS una risorsa abile a minimizzare i costi. Il polistirene è anche impiegato per la realizzazione di angolari, per proteggere gli spigoli e i prodotti particolarmente fragili collocati nei pressi dei bordi.

Polistirolo e smaltimento

Il polistirolo supera a pieni voti anche la prova ambientale, poiché si tratta di un materiale composto per il 98% da aria, atossico, inattaccabile da funghi e batteri, che non si degrada nel corso del tempo e, soprattutto, riciclabile al 100% (fino a sette volte). Almeno che il vostro comune di residenza non preveda isole ecologiche dedicate, il polistirolo può essere smaltito normalmente nel cassonetto della plastica. Gli involucri alimentari devono essere prima ripuliti da detriti e scarti di cibo, mentre quelli da imballaggio possono essere normalmente cestinati, badando di separarli dal cartone del pacco, che invece va smaltito nella carta.

Polistirolo e stampa 3D

Il connubio di praticità, plasticità e resistenza rende il polistirolo un’eccellente soluzione per la realizzazione di stampe in 3D. Esso, infatti, può essere lavorato in ogni forma e variante possibile, è semplice da colorare e può essere affisso su qualunque superficie, orizzontale o verticale. L’EPS si rivela così una risorsa senza pari anche per gli arredi da ufficio, per personalizzare gli ambienti con loghi o scritte aziendali e caratterizzare la propria sede abbattendo i costi di produzione e di installazione.

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Le alte opzioni per l’imballaggio: Foam e Pluriball

Altre due soluzioni per l’imballaggio alternative al polistirene sono il Foam e il Pluriball.

  • Il Foam condivide molti vantaggi con l’EPS – riciclabilità, atossicità, leggerezza – ma garantisce anche una maggiore resistenza elastica; a differenza del polistirolo, infatti, esso è in grado di assorbire totalmente gli urti tornando alla sua forma originaria senza riportare i segni o spezzarsi. Il Foam, però, presenta costi di produzione più alti e necessita di uno spessore maggiore per garantire lo stesso livello di protezione del polistirolo.
  • Il Pluriball, ovvero la carta da imballaggio composta da bolle di aria che solitamente ci divertiamo a far scoppiare, è estremamente versatile ed è il materiale da imballaggio più facilmente utilizzabile, senza la necessità di lavorarlo o di imprimergli forme specifiche; è però una soluzione non sempre applicabile, poiché non assicura la completa tenuta dell’imballo e, se ogni spazio non viene riempito in modo adeguato, gli articoli trasportati rischiano di muoversi durante il trasporto, esponendosi al rischio di rotture. Si tratta inoltre di una risorsa non riutilizzabile (o per lo meno è sconsigliabile farlo) perché è complicato misurare il livello di integrità del foglio dopo l’utilizzo.