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I 5 font più usati in pubblicità e comunicazione digitale

In comunicazione digitale e informatica, il font è il tipo di carattere che viene impiegato per la realizzazione dei testi. La scelta del carattere riveste un’importanza enorme per la comunicazione di un brand, sia in ottica di immagine aziendale e sia da un punto di vista prettamente grafico: il font comunica l’identità del marchio e deve, allo stesso tempo, adattarsi in modo coerente sia all’immagine dell’azienda e sia al mezzo comunicativo per il quale viene adottato. Ma quali sono i font più usati per la comunicazione digitale e quali sono le caratteristiche di ognuno? Ecco i 5 stili di carattere più noti, diffusi e apprezzati!

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1. Times New Roman

C’è anche un certo senso di riverenza nei confronti del font Times New Roman: e sì, perché parliamo di uno dei caratteri storici, dei più longevi, costantemente inserito tra le prime scelte dei software di elaborazione testuale. Tra i primi font ad essere digitalizzato, il TNR è una scelta ottimale soprattutto per la stampa su carta per via del suo stile asciutto, della sua alta fruibilità e la sua sobrietà. Un evergreen per andare sempre sul sicuro.

2. Garamond

Restando in tema di storicità, qui parliamo di quello che è con ogni probabilità il capostipite di tutti i caratteri per la stampa: il Garamond. Basti pensare che esso deve il suo nome al proprio creatore, lo stampatore parigino Claude Garamond, vissuto nel XVI secolo. Stile lineare, ma d’impatto, li Garamond ha subito anche diversi svecchiamenti e rivisitazioni nel corso dei secoli ed è apprezzato anche per via della sua compattezza e l’equilibrio impeccabile tra forme orizzontali e verticali.

3. Helvetica

Ancora un font di diffusione planetaria o, forse, quello più usato e riconosciuto al mondo: Helvetica nasce nel 1957 per opera di Max Miedinger, freelance del comparto grafica pubblicitaria che aveva ricevuto l’incarico da Edouard Hoffmann, boss della fonderia Haas. Per una serie di campagne pubblicitarie, l’azienda desiderava un font robusto e fruibile: il modello di partenza era il carattere Akzindenz Grotesk, diffuso già nel XIX secolo, ma bisognoso di un ammodernamento. Da lì prende piede uno dei caratteri che avrebbe poi dominato la scena pubblicitaria per tutti gli anni ‘70 dello scorso secolo.

4. Calibri

Lineare, leggibilissimo, privo di serif e arzigogoli, il font Calibri ha soppiantato Times New Roman e Arial nelle scelte di default di molti elaboratori testuali ed è oggi una delle scelte predilette soprattutto per la stampa di testi densi come libri o riviste. La sua grafica d’impatto, gradevole, ma formalmente impeccabile ne giustifica l’enorme impiego e successo planetario.

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5. Gotham

Ancora una volta, la sobrietà vince: Gotham è un font stiloso, facilmente riconoscibile, ma privo di eccessi formali. Da quando Barack Obama lo scelse per la sua prima campagna elettorale nel 2008 (Quella di “Yes, We can”), sebbene fosse sul mercato già da tempo, il font si è consacrato come uno dei più diffusi del settore pubblicitario. La sua creazione si deve al designer Tobias Frere-Jones, che fu incaricato dalla nota rivista GQ di creare un font geometrico e dalle linee maschili.