Come scegliere un font: 5 consigli per sapere come fare

Hai deciso di realizzare un volantino per pubblicizzare la tua azienda ma non sai quale font scegliere? Oppure, stai buttando giù qualche idea per realizzare una brochure pubblicitaria, ma non hai ancora ben chiaro qual è il tipo di carattere più adatto da utilizzare? Il font, si sa, è un po’ come un abito da sera: cattura lo sguardo, stimola una prima impressione e deve attrarre chi lo guarda.
Per questa ragione, ho deciso di darti 5 semplici dritte per farti capire come scegliere il font perfetto per ogni tuo progetto.

Ma prima di iniziare, sai cos’è davvero un font?

Cos’è il font?

Per la lingua italiana, il font è solo un “tipo di carattere” contraddistinto da un certo stile grafico e personale, anche se da un punto di vista concettuale la definizione è un po’ diversa. Per font si intende, infatti, una combinazione di caratteri dell’alfabeto, strutturati coerentemente tra loro. In parole semplici, sono lo stile e le diverse tipologie di caratteri che utilizzi ogni giorno quando scrivi al computer, quando mandi un messaggio su Whatsapp o quando semplicemente appunti qualcosa su un foglio.

La storia del font ha radici molto lontane (dovremmo partire, infatti, da Gutenberg e dalla sua celebre stampa a caratteri mobili) ma la vera innovazione del font è avvenuta solo negli anni ‘80 del secolo scorso, con l’avanzare dei personal computer e dei cosiddetti “caratteri digitali” che, come detto, utilizziamo ancora oggi.

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Quali sono le due famiglie principali del font?

I font si dividono in due famiglie principali: i Serif e i Sans Serif. I Serif sono chiamati in italiano “graziati” e sono caratteri costituiti da trattini (grazie, appunto) posizionati alla loro estremità. I trattini hanno lo scopo di rendere leggibile ogni lettera, per questo sono perfetti da utilizzare se vuoi stampare prodotti con testi molto lunghi e articolati come libri o opuscoli. È stato scientificamente provato, infatti, che attraverso l’utilizzo di un font Serif il nostro cervello impiega poco tempo a distinguere ogni carattere, rendendo la lettura non solo più scorrevole ma anche più piacevole. Ad esempio, fai parte del settore medico e vuoi stampare una brochure che spieghi chiaramente quello di cui ti occupi? Il font Serif fa al caso tuo. È professionale, serio, ideale per opuscoli che richiedono testi approfonditi e anche molto eleganti.

I Sans Serif, invece, sono il semplice risultato dell’eliminazione delle “grazie” dal font Serif. Non sono molto comodi da leggere, per questo si utilizzano in prodotti riempiti da frasi brevi come biglietti da visita o depliant. Tuttavia, sono molto diffusi nella segnaletica ambientale ma anche nei testi online, in quanto la loro alta risoluzione li rende maggiormente leggibili rispetto ai Serif. Un consiglio? Usa il San Serif solo ed esclusivamente per la stampa di prodotti a basso contenuto di testo come calendari o pieghevoli: non ci saranno grandi contenuti da leggere e non avrai timore di stancare la vista dei tuoi utenti, in quanto ogni parola che inserirai risulterà comunque esteticamente più gradevole.

Ma come scegliere il font giusto?

Ebbene, fatte tutte queste premesse, ora ti starai chiedendo: ma come faccio a scegliere il font giusto per il mio progetto? Sappi che non è così difficile come si pensa. Leggi subito le nostre 5 dritte per scegliere il font che più fa al caso tuo!

1. Definisci il tuo obiettivo

Adesso ti pongo una domanda molto importante: cosa deve esprimere il tuo prodotto? E come vuoi esprimere te stesso? Sappi che il font deve comunicare qualcosa ai tuoi interlocutori e soprattutto necessita in un certo qual modo di rispecchiare i tuoi obiettivi. Ti faccio un esempio: ti piacerebbe stampare una brochure che sia elegante ma facilmente comprensibile per il tuo utente? Allora il font perfetto è il Serif Centaur, sicuramente tradizionale ma molto piacevole alla lettura di testi molto lunghi. Oppure, hai intenzione di stampare un biglietto da visita per pubblicizzare te e il tuo business? Allora fossi in te utilizzerei un London Tube Normal, un font leggibile, vigoroso e preciso, perfetto per chi vuole presentarsi con una personalità austera e molto professionale. Insomma, prima definisci il tuo obiettivo e solo dopo scegli un font il più possibile pertinente.

2. Non scegliere font troppo tradizionali

Lo sai, scegliere font tradizionali è come andare sul sicuro. Ma se hai voglia di stupire con il tuo prodotto, che sia un opuscolo, una cartolina o un depliant, il mio consiglio è: osa. Non optare per il classico Times New Roman, un evergreen nel mondo della stampa e per questo una soluzione già vista e rivista. Il rischio potrebbe essere quello di apparire persone scontate e probabilmente anche troppe pigre. Cerca dei font più particolari ma sempre leggibili, soprattutto se vuoi stampare prodotti con pochi testi, quindi più versatili. Un esempio? Usa il Velocity, dallo stile minimal, perfetto se hai un’azienda che si occupa di consulenze online; o lo Snickes, un font divertente ed estroso, ideale se sei proprietario di un negozio di abbigliamento o di giocattoli.

3. Le dimensioni contano!

Scegliere il font ha una condizione imprescindibile: valutare anche le sue dimensioni. Questo perché, prediligere una dimensione sbagliata significa compromettere anche il risultato finale del tuo prodotto. Se vuoi stampare una brochure, evita di optare per font dalla dimensione troppo grande, come ad esempio, pari a 20-22 pt: il tuo opuscolo potrebbe apparire vuoto, noioso e privo di idee. Di contro, non optare nemmeno per dimensioni troppo piccole, sgradevoli per la vista e alla lettura. La dimensione perfetta è la classica via di mezzo: 12 o 15 pt, discreta ma non esagerata.

4. Sperimenta, sperimenta, sperimenta

Scegliere il font giusto per il tuo progetto può richiedere diverso tempo e altrettanti esperimenti. Per questo, ti consiglio di fare delle prove prima di procedere con la stampa del tuo prodotto. Ad esempio, se vuoi realizzare un opuscolo ma non sai quale font scegliere tra il Georgia o il Verdana, ti consiglio di sperimentarli entrambi ed eventualmente fare delle modifiche. Può accadere, ad esempio, che il tuo font preferito non risulti esteticamente elegante al risultato finale del prodotto. In questo caso, puoi scegliere di aumentare la dimensione del carattere, il suo spessore, o convertirlo in corsivo, in modo da trovare subito la tua personale soluzione per la tua brochure.

5. Non usare troppi font!

Una regola evergreen ma importantissima: mai scegliere più font per una sola stampa. Se hai deciso di realizzare un depliant usando sia il Caveat che il Roboto, sappi che stai per commettere un grosso errore. Usare font dal design opposto genera confusione, stanca la lettura e soprattutto non rende esteticamente piacevole il prodotto finale. Un consiglio? Cerca sempre di immedesimarti nel tuo lettore: immaginalo mentre sta comodamente leggendo la tua brochure seduto sul divano di casa sua. All’improvviso, durante la lettura, si trova davanti un paragrafo con un carattere totalmente diverso dal precedente. La prima volta ci passerà sopra, ma pensa se accadesse durante tutta la lettura del tuo opuscolo! Il lettore potrebbe alla lunga stancarsi e chiudere la brochure prima del previsto. Per evitare ciò, opta sì, per il font che preferisci ma sii sempre coerente con la tua scelta. Il tuo prodotto ne gioverà.

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Esiste il font perfetto per ogni prodotto?

Assolutamente , basta solo cercarlo assiduamente e adattarlo alle nostre esigenze.
Ma se pensi di trovarlo in poco tempo, però, sappi che stai sbagliando di grosso. Scegliere un font richiede uno studio, una valutazione dei tuoi obiettivi e una chiara idea del risultato che vuoi ottenere. Che tu voglia stampare una brochure, un calendario o una rivista, ricorda di mantenere sempre il focus verso il fruitore del tuo prodotto: il lettore. Solo in questo modo, riuscirai a non compiere scelte sbagliate.

E adesso? Hai capito come scegliere il font perfetto per il tuo prodotto?

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